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INDICE

Sikania. I luoghi del Barocco

Articolo:
I LUOGHI DEL BAROCCO

Rivista
SIKANIA

N°02 Febbraio 2003 - Pagg. 28-42

 

(testo di Giuseppe Matarazzo – foto: archivio Sikania, G. Iacono, G. Matarazzo)

La pietra come simbolo. La pietra come arte, cultura, storia di una terra e di un popolo. Chiese, palazzi, centri storici: nei comuni fra le province di Ragusa, Siracusa e Catania, nell'affascinante sistema dei monti Iblei, la pietra è l'assoluta protagonista. La pietra dorata dal sole che diventa uno spettacolo: mensole, colonne, imponenti facciate, cornicioni e fregi, o anche semplici viottoli, con particolari architettonici unici. È il giardino di pietra, culla del barocco, che ha incantato straordinari personaggi, e che l'Unesco, lo scorso giugno, ha dichiarato patrimonio dell'umanità, individuando otto comuni rappresentativi dell'intera area: Noto, Palazzolo Acreide, Catania, Caltagirone, Militello Val di Catania, Ragusa, Modica e Scicli. Città in cui, fra le case che l'una all'altra si sostengono, all'improvviso appaiono chiese e palazzi dai tratti architettonici meravigliosi. Capitelli e rilievi di grande pregio che rapiscono il visitatore. Vicoli arrampicati su colline da cui ci si ritrova di fronte ad un presepe naturale. Vicoli, “croce di case che si chiamano piano”, per dirla con il nobel Quasimodo, nato proprio a Modica. Vicoli che richiamano altri tempi... “un telaio batteva nel cortile e s'udiva la notte un pianto di cuccioli e bambini”. Qui il tempo si è fermato. L'arte e le tradizioni, l'ambiente e le persone che lo vivono sono strette da un legame forte, indivisibile. Questi vicoli custodiscono perle preziose di inestimabile valore. C'è una pietra che parla, che racconta storia e storie.
La cattedrale di Noto, con la sua cupola crollata, ha rappresentato per anni l'immagine di un barocco in decadenza, di una scarsa attenzione per questo patrimonio. Rimane ancora una ferita profonda e aperta, ma oggi per il barocco è il momento della rinascita. C'è gran fermento. Proprio per valorizzare l'intera area l'Assessore regionale ai Beni Culturali vuole realizzare un distretto culturale che riguardi le tre province di Siracusa, Ragusa e Catania, unite da comuni radici, dalla cultura, dall'estro di quei padri che riuscirono, dopo il tragico terremoto del 1693, a ricostruire intere città, arricchendole di straordinarie opere. Cambia la pietra, dal color miele di Ragusa a quell'alternarsi di bianco calcareo e nero lavico del catanese, ma l'effetto è comunque forte, il risultato meraviglioso. Scenografie eccezionali che arricchiscono le città della Sicilia sud-orientale. Caratterizzati da capolavori dell'architettura e da intelligenti sistemi urbanistici questi centri rappresentano una risorsa fondamentale per tutta l'isola. Il futuro per questi comuni è nella capacità di utilizzare al meglio la ricchezza che custodiscono nelle loro pietre. Un turismo di qualità. Un turismo di cultura. Un turismo che guarda all'identità di un popolo che in queste pietre si specchia e con esse parla, grida la propria storia, la propria cultura.
Per questi comuni ci si muove attraverso un itinerario suggestivo. Quando s'imbocca la strada che porta a Ragusa e ci si trova davanti Ibla, il visitatore rimane estasiato. Ci si addentra nei vicoli perdendo la dimensione del tempo. Ogni strada ha qualcosa da mostrare: una semplice edicola, una scalinata, un balcone, una chiesa. Da scenografiche scalinate ci si addentra in un mondo che sembra dimenticato, ma che all'improvviso emana presenze, vita. Tutto qui è così semplice e nello stesso tempo talmente straordinario. Domina i tetti la cupoletta della Chiesa dell'Idria. Poi una serie innumerevoli di chiese in tutto il percorso che porta giù, nel cuore di Ibla, con i suoi monumenti più noti. Così in tutta la sua imponenza si presenta il Duomo di San Giorgio. Un gioiello, uno dei simboli più noti dell'architettura barocca. Come l'altro duomo dedicato a San Giorgio, quello di Modica. Una città sorprendente, disposta fra i costoni delle colline che la circondano, formando un autentico anfiteatro naturale. Il duomo modicano è ricco di stucchi e importanti opere d'arte. Una preziosità l'organo ottocentesco con oltre cinquemila canne, uno degli esemplari più rilevanti della regione. Nella Modica bassa fortemente scenografica è la scalinata con le statue dei dodici apostoli del Duomo di San Pietro. Molto belli inoltre Palazzo Polara e Palazzo Napolino.
A Scicli, posto all'incrocio di tre valloni, si ritrova un tesoro architettonico di particolare valenza.
I palazzi e le chiese che insistono in via Mormino Penna sono espressione del migliore barocco siciliano. Su questi spiccano Palazzo Beneventano e le facciate delle chiese di San Giovanni Evangelista, di San Michele e di Santa Teresa.
Perla del barocco siracusano, oltre alle immense testimonianze di Ortigia, è Palazzolo Acreide, caratterizzato da un elegante corso in cui insistono significativi palazzi settecenteschi e chiese. La piazza principale è dominata dalla Chiesa di San Sebastiano a cui si accede da una bella scalinata. Di particolare effetto la Chiesa di San Paolo e lo splendido portale della Chiesa dell'Annunziata. Da ammirare i palazzi nobiliari lungo il Corso Vittorio Emanuele, salotto della cittadina iblea. Elegante e ricco di decorazioni Palazzo Judica. Così come in altri comuni, colpiscono poi le mensole dei balconi con raffigurazioni animali, con putti, con strane figure e mostri che secondo la credenza popolare tenevano lontano la sfortuna e il malocchio.
Pregevole anche il barocco etneo che trova a Catania e in diversi comuni ai piedi del vulcano dei pezzi importanti. Il capoluogo etneo offre innumerevoli chiese, palazzi, statue che testimoniano una vitalità artistica di elevato livello. Dalla lava, simbolo di distruzione si è ricavata la pietra che di fatto è il simbolo della ricostruzione e dell'arte della città.
Simbolo del barocco di Catania è certamente la Piazza del Duomo, così armoniosamente circondata da splendidi palazzi. Da notare la Fontana dell'Elefante, composta da un elefante di pietra lavica che regge un obelisco egiziano e la Cattedrale di Sant'Agata con la sua splendida facciata e il prospetto laterale, oltre al magnifico Palazzo del Municipio. Da ricordare anche il superbo Palazzo Biscari, la scenografica Via dei Crociferi e il Monastero dei Benedettini.
Nel catanese, custode di vere preziosità è Militello, un giardino di monumenti seicenteschi che adorna le pendici dei monti iblei che si affacciano sulla piana di Catania. Altre interessanti testimonianze barocche, arricchite dalle meravigliose ceramiche, si trovano a Caltagirone.
Nella Val di Noto insomma, seguendo percorsi stradali geometricamente segnati dai particolarissimi muri a secco, fra uliveti, carrubi, agrumeti e mandorli, s'incontrano comuni in cui tutto parla barocco.
Un trionfo di decorazioni, di particolari architettonici, espressione vitale dell'estro che ha caratterizzato la ricostruzione dopo il terremoto del 1693. Una terra che ha saputo risollevarsi da quella tragedia costruendo capolavori che danno l'impressione al visitatore di trovarsi in un immenso museo all'aperto.


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Il riconoscimento da parte dell'Unesco e la conseguente inclusione tra le "Città Barocche del Val di Noto": Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Scicli.
 

 
Una zona archeologica tra le più antiche nel panorama italiano, il cui tessuto urbano si è mantenuto discretamente integro e in cui si possono osservare le varie stratificazioni storiche: le necropoli sicule risalenti al XII sec. a. C., le rovine della polis greca e le successive ricostruzioni ad opera di romani e bizantini.
 

 
Un museo etnoantropologico, la "Casa-museo" fondata da Antonino Uccello, tra i più antichi d'Italia e conosciuto in tutto il mondo.
 

 
Le sculture rupestri denominate "Santoni", il più completo e vasto complesso figurativo relativo al culto della Magna Mater.
 

 
I resti del castello normanno e la circostante struttura urbanistica medioevale.
 

 
Un centro storico di grande valore architettonico, fortemente caratterizzato da un'architettura Barocca, frutto della ricostruzione post-terremoto del 1693 e, successivamente,  dalla stagione del Liberty.
 

 
Le manifestazioni religiose come la festa di S. Paolo e di S. Sebastiano, conosciute in tutta la Sicilia.
 

 
Il Festival internazionale del Teatro Classico dei Giovani, che richiama ogni anno studenti provenienti da ogni parte d'Europa.
 

 
Altre manifestazioni come le varie mostre proposte alla Casa-museo, la Mostra mico-naturalistica akrense, la Rassegna agroalimentare dei prodotti e piatti tipici palazzolesi, la mostra natalizia "I presepi, arte e tradizione".
 

 
Un carnevale tra i più antichi di Sicilia, con sfilate di carri allegorici, gruppi in maschera, sagra della salsiccia, veglioni.
 

 
Un paesaggio estremamente vario, in cui dominano le cave iblee, con la Riserva Naturale Orientata di Cava Grande e la Riserva Naturale Valle dell'Anapo-Pantalica.
 

 
La presenza, nel raggio di pochi chilometri, di importanti siti archeologici e storici come Noto Antica, Kasmenai, Avola Antica, Castelluccio, Pantalica, le varie chiesette rupestri bizantine con affreschi sparse nel territorio, ecc.
 

 
Un mulino ad acqua funzionante con annesso Museo della macina, presente nel territorio comunale, gestito dall'Associazione per la conservazione della cultura popolare degli Iblei.
 

 

 

 

     
 

 
     
 

 
     
 

 
     
 

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