Con l’abbassamento del piano
antistante e la conseguente, necessaria, costruzione dell’ampia
scalinata, la facciata della Chiesa di San Sebastiano ha acquistato
una monumentalità scenografica che forse non possedeva nel XVIII
secolo, al momento della riedificazione dopo il terremoto del 1693.
L’originaria Chiesa di San Sebastiano fu edificata nell’area
dell’attuale sito, probabilmente nella seconda metà del 1400, vicino
ad una piccola chiesa dedicata a San Rocco.
Subì degli ampliamenti già nel XVI secolo ed ancora nella prima metà
del ‘600.
Chiesa di San Sebastiano
Il terremoto del 1693 la distrusse quasi del tutto; quella che noi
oggi vediamo è appunto la chiesa ricostruita nel primo ventennio del
‘700 e risorta dalle macerie del terremoto.
Fu riedificata a tre navate – la prima era ad una sola navata – più
grande ed “imbellita” di prima.
Alla monumentale facciata, disegnata dal mastro-architetto Mario
Diamanti, siracusano, si diede inizio, con l’intaglio dei pezzi
necessari, nel 1721.
La prima pietra fu posta nel 1723; e lo stesso Diamanti, assieme a
mastro Giovan Battista Milito e mastro Giuseppe Buscema scolpirono
tutti i pezzi del primo ordine, portale, colonne, leoni e
cornicioni.
Chiesa di San Sebastiano - Navata
centrale
Il primo ordine della facciata fu completata tra il 1724 e il 1725.
La facciata restò così incompleta fin oltre la metà del XVIII
secolo. Si ripose mano dopo il 1750 e venne del tutto completata,
con il campanile, con il campanile, intorno al 1768.
E’ una grande e bella chiesa ben ordinata e rifinita in tutti i
particolari: tre grandi affreschi ottocenteschi ornano la volta
nella navata centrale, pregevoli stucchi abbelliscono l’architettura
interna, tutti gli altari sono di pregiati marmi e tutti hanno bei
quadri o statue di santi.
Chiesa di San Sebastiano. Navata Centrale
- Organo
Entrando dalla porta piccola ci si trova nella navata di destra e
vicino all’altare di Sant’Agata, in cui vi è un quadro del martirio
della santa di autore ignoto. Fra’ Giacinto Farina tramanda che
questo altare come quello di fronte della navata sinistra, furono
costruiti nel 1867 con marmi rinvenuti in una cava della “Purbella”,
contrada di Palazzolo.
Segue l’altare di San Mauro con l’omonimo quadro, dipinto da
Giuseppe Tanasi nel 1853; seguono gli altari di S. Sebastiano e
quello di S. Rocco, i cui quadri sono di autori ignoti, e il
successivo altare con una bella tela “S. Pietro in vincoli” dipinta
da Marcello Vieri nel 1785.
Chiesa di San Sebastiano - Cappella del
Crocifisso
La navata è chiusa da un’abside con la Cappella del SS. Crocifisso
edificata nel 1721 dalla omonima Confraternita. Maestoso l’altare in
marmo e pregevole il crocifisso del XVII secolo. In sagrestia si può
ammirare un enorme quanto raffinato armadio con intagli e
bassorilievi di elevato livello artistico. Viene attribuito ai
Costa, nota famiglia palazzolese di ebanisti. Fra i diversi quadri
si noti quello di S. Luigi Gonzaga dipinto da Giovanni Tanasi nel
1855 e quello di S. Anna di autore ignoto. Imponente è l’altare
maggiore con i suoi bei marmi e con le belle statue in stucco
eseguite da Gioacchino Gianforma da Catania nel 1784. Il Gianforma
eseguì anche tutte le decorazioni delle volte e delle arcate delle
tre navate, le statue in stucco e quei leggiadri puttini sparsi per
ogni dove e la marmorizzazione delle colonne che si trovano nella
chiesa. Ai lati dell’altare due occhialini affrescati intorno agli
anni ’40 da Sisino. Notevoli la poltrona e le sedie del presbiterio.
Nella nicchia sopra l’altare è riposta la statua di S. Sebastiano,
scolpita ad Augusta, nel 1663 da autore ignoto. Nella navata di
sinistra la Cappella del Sacro Cuore di fine architettura ed un
altare che custodisce il corpo di Sant’Urbano trasportato in questa
chiesa nel 1762.
Chiesa di San Sebastiano
S. Margherita (Olivio Sozzi, 1758)
Avviandosi verso l’uscita si incontra subito l’altare di Santa
Margherita da Cortona con uno splendido quadro dipinto da Olivo
Sozzi nel 1758. Segue l’altare di S. Maria di Odigitria con una
antica statua della Madonna portata dai Calogeri. Santa Maria
d’Itria fu designata Patrona di Palazzolo nel 1644 e tale rimase
fino a quando Patrono Principale del paese fu eletto S. Paolo (nel
1689). Nel terremoto del 1693 la statua rimase seriamente
danneggiata e fu restaurata successivamente da uno Statuario di
Messina. Sulla porta piccola della chiesa si può ammirare un quadro
di buona pittura, San Sebastiano, dipinto da G. Belfiore negli anni
’50. Ed infine l’altare della Madonna Addolorata con una bella tela
dipinta, come scrisse Fra’ Giacinto, da “Marchese di Castrogiovanni”
nel 1859; l’autore morì durante l’esecuzione del quadro. L’opera fu
completata da Giuseppe Tanasi, pittore palazzolese. Segue l’altare
delle Anime del Purgatorio con un quadro dipinto da Piero da
Quintavalle nel 1855.
Chiesa di San Sebastiano
S. Sebastiano (G. Belfiore, 1954)
Da ricordare ancora gli splendidi affreschi
della navata centrale e l’imponente organo costruito da Carlo Del
Piano nel 1728-29 e che rimane fra i più pregevoli di Sicilia.
Uscendo sul soppalco della porticina d’ingresso un grande quadro di
S. Sebastiano, dipinto nel 1713, da autore ignoto che trovatasi
sull’altare maggiore e copriva la nicchia del santo.